Silvia

"L'esperienza di tirocinio è una tappa importante di un percorso formativo, è il momento della "resa dei conti", in cui puoi finalmente mettere in pratica quello che per tanti anni hai solo letto sui libri, scontrarti con la realtà e metterti alla prova nel campo professionale da te scelto. È per questo motivo che ho voluto scegliere con attenzione dove svolgere il mio tirocinio; avrei potuto farmi convalidare dalla segreteria universitaria le varie esperienze di volontariato che ho alle spalle, ma ho veramente preferito fare un sforzo in più e vivere un'altra esperienza per acquisire una prospettiva nuova sulla cooperazione e sull'aiuto allo sviluppo.
Il tema della cooperazione internazionale è sempre stato presente nel mio percorso di studi e questo interesse con il tempo è andato al di là dell'area strettamente didattica per toccare anche ambiti di vita personale e professionale. Questo mi ha spinto a fare della cooperazione internazionale il mio lavoro e ad iscrivermi al corso di laurea specialistica in Diritti dell'uomo ed Etica della Cooperazione Internazionale dell'Università degli Studi di Bergamo.
Dopo il primo incontro con Sonia, Responsabile della gestione dei progetti per la Fondazione PRO.SA, mi sono resa conto che uno stage presso la Fondazione poteva essere un'opportunità per concludere il mio ciclo di studi con un'esperienza in grado di abbracciare i miei interessi e che fosse allo stesso tempo formativa. Avendo già vissuto alcune esperienze direttamente sul campo avevo infatti deciso di orientare la mia attività di tirocinio più verso la fase progettuale dei programmi di cooperazione e volevo avere la possibilità di osservare e conoscere più a fondo le modalità di gestione di un programma di cooperazione allo sviluppo nella sua fase di stesura, progettazione e gestione ordinaria. PRO.SA mi dava proprio questa possibiltà.
Sono arrivata qui con il mio bagaglio di studi, di esperienza lavorativa e di volontariato per incontrare una realtà completamente nuova con la quale confrontarmi, e ho deciso di immergermi in questa esperienza per poter avere una visione di un diverso modo di operare. Ci tengo a sottolineare che il termine "diverso" non vuole portare con sé nessuna valutazione implicita, ma vuole indicare un ampliamento delle mie prospettive e dei miei punti di vista.
Il mio obiettivo principale era di vedere e capire come funzionasse l'attività di gestione di un progetto prima della sua messa in opera ed ho potuto farlo sia grazie all'attività di approfondimento dei progetti esistenti sia stendendone di nuovi in seguito alle emergenze dovute all'alluvione in Pakistan e all'epidemia di colera ad Haiti.
Ogni momento trascorso presso la Fondazione è stato occasione per il confronto e approfondimento dei progetti e Sonia si è sempre dimostrata disponibile a sciogliere ogni mio dubbio e fornirmi le informazioni e il materiale necessario per svolgere il mio lavoro e il mio progetto di ricerca. Ho potuto svolgere tutte le attività a me assegnate in piena autonomia seppur con una supervisione costante. Dopo aver ricevuto l'input iniziale, ho potuto svolgere i compiti in piena libertà, seguendo le mie capacità e il mio modus operandi. Questa fiducia e l'autonomia concessami nella gestione del lavoro sono state un valore aggiunto a questa esperienza e un piacevole riconoscimento delle mie capacità personali e lavorative.
É stata indubbiamente un'esperienza positiva sia sul piano professionale che su quello umano; ho incontrato persone disponibili ad affiancarmi e sostenermi e che mi hanno permesso, di accrescere le mie competenze, lasciandomi la consapevolezza di aver trovato la mia strada.
Posso solo ringraziare lo staff di PRO.SA per avermi dato questa possibilità.".

Silvia

Alice

"La mia esperienza nel mondo delle ONG è iniziata quasi per caso, cliccando qua e là nei siti governativi che appaiono su internet. Sono una studentessa al secondo anno del corso di laurea in Relazioni Internazionali e, come la maggior parte dei corsi di laurea specialistica, il mio piano di studi prevede l'obbligo di conseguire crediti curriculari attraverso un'esperienza di stage di centocinquanta ore.
Ho iniziato il mio tirocinio alla fondazione PRO.SA a Marzo 2009, portando con me le aspettative di chi non aveva esperienza diretta nel mondo del lavoro ma solo idee molto confuse, spesso influenzate dai racconti, non sempre positivi, dei compagni di università ma, soprattutto, di chi aveva una conoscenza superficiale delle attività delle ONG nel mondo.
Appena arrivata, sono stata subito coinvolta da Sonia, Barbara e Claudia nei progetti che la fondazione sostiene nei paesi più poveri e, nel giro di pochi giorni, mi sono resa conto di quanto sia articolato e complesso il lavoro che i membri di una fondazione, come PRO.SA ONLUS ONG, si impegnano a portare avanti.
Uno dei primi progetti che ho seguito è stato quello che prevedeva la costruzione di una scuola primaria di Karungu, in Kenya, dopodiché mi sono occupata anche di progetti riguardanti le Filippine, la Colombia, il Vietnam e l'India, i quali dovevano essere aggiornati in base alle informazioni che arrivano alla fondazione, direttamente dai responsabili che si trovano sul posto. Il progetto del Camillian Social Center di Rayong, in Thailandia, è forse quello che più di tutti mi è rimasto impresso: si tratta della costruzione di tre centri di accoglienza per bambini malati di AIDS e per le loro famiglie. Occupandomi del progetto Nat ho avuto la possibilità di leggere le storie dei bambini che sono stati accolti al centro. Ogni storia è diversa dall'altra, ma da ognuna di esse traspare una grande sofferenza e l'urgente bisogno di un aiuto per poter vivere in modo dignitoso.
La mia esperienza di stage alla fondazione PRO.SA è stata sicuramente molto positiva. A dispetto di quanti sono convinti che la figura dello stagista possa ritagliarsi solo un ruolo superficiale all'interno del gruppo per cui lavora. Io sono stata pienamente coinvolta nelle attività della Fondazione ma, soprattutto ho avuto la fortuna di collaborare con persone disponibili e professionali che ringrazio, con tutto il cuore, per avermi trasmesso la passione e l'entusiasmo di chi, come Sonia, ha toccato con mano la sofferenza e lavora ogni giorno con la consapevolezza dell'importanza dei propri sforzi".

Alice