Alice

"La mia esperienza nel mondo delle ONG è iniziata quasi per caso, cliccando qua e là nei siti governativi che appaiono su internet. Sono una studentessa al secondo anno del corso di laurea in Relazioni Internazionali e, come la maggior parte dei corsi di laurea specialistica, il mio piano di studi prevede l'obbligo di conseguire crediti curriculari attraverso un'esperienza di stage di centocinquanta ore.
Ho iniziato il mio tirocinio alla fondazione PRO.SA a Marzo 2009, portando con me le aspettative di chi non aveva esperienza diretta nel mondo del lavoro ma solo idee molto confuse, spesso influenzate dai racconti, non sempre positivi, dei compagni di università ma, soprattutto, di chi aveva una conoscenza superficiale delle attività delle ONG nel mondo.
Appena arrivata, sono stata subito coinvolta da Sonia, Barbara e Claudia nei progetti che la fondazione sostiene nei paesi più poveri e, nel giro di pochi giorni, mi sono resa conto di quanto sia articolato e complesso il lavoro che i membri di una fondazione, come PRO.SA ONLUS ONG, si impegnano a portare avanti.
Uno dei primi progetti che ho seguito è stato quello che prevedeva la costruzione di una scuola primaria di Karungu, in Kenya, dopodiché mi sono occupata anche di progetti riguardanti le Filippine, la Colombia, il Vietnam e l'India, i quali dovevano essere aggiornati in base alle informazioni che arrivano alla fondazione, direttamente dai responsabili che si trovano sul posto. Il progetto del Camillian Social Center di Rayong, in Thailandia, è forse quello che più di tutti mi è rimasto impresso: si tratta della costruzione di tre centri di accoglienza per bambini malati di AIDS e per le loro famiglie. Occupandomi del progetto Nat ho avuto la possibilità di leggere le storie dei bambini che sono stati accolti al centro. Ogni storia è diversa dall'altra, ma da ognuna di esse traspare una grande sofferenza e l'urgente bisogno di un aiuto per poter vivere in modo dignitoso.
La mia esperienza di stage alla fondazione PRO.SA è stata sicuramente molto positiva. A dispetto di quanti sono convinti che la figura dello stagista possa ritagliarsi solo un ruolo superficiale all'interno del gruppo per cui lavora. Io sono stata pienamente coinvolta nelle attività della Fondazione ma, soprattutto ho avuto la fortuna di collaborare con persone disponibili e professionali che ringrazio, con tutto il cuore, per avermi trasmesso la passione e l'entusiasmo di chi, come Sonia, ha toccato con mano la sofferenza e lavora ogni giorno con la consapevolezza dell'importanza dei propri sforzi".

Alice