Obiettivo Fame Zero

cn2015small                                                                      IMG 7589

 

Nonostante l'accordo firmato nel 1948 dalle Nazioni Unite, ad oggi, non è ancora possibile affermare che tutti i Paesi abbiano recepito, e dunque che rispettino, il diritto al cibo.

L’Indice 2019 evidenzia che, complessivamente, la fame nel mondo sta passando da grave a moderata, con un calo del 31% (20,7) rispetto al punteggio di GHI registrato nel 2000 (30). All’origine di questo risultato vi è il miglioramento di tutti e quattro gli indicatori considerati dal rapporto - denutrizione, deperimento infantile, arresto della crescita infantile e mortalità dei bambini sotto i cinque anni. Fame e malnutrizione non sono pertanto problemi immutabili. Tuttavia, la percentuale di popolazione che non ha regolare accesso a calorie sufficienti è stagnante dal 2015, il numero di persone che soffrono la fame è salito a 822 milioni (erano 795 milioni nel 2015) e sono 149 milioni i bambini vittime di arresto della crescita a causa della malnutrizione.

I numeri a livello mondiale rimangono preoccupanti: un bambino su quattro circa è affetto da arresto della crescita e l'8% dei bambini soffre di deperimento. I conflitti e il cambiamento climatico stanno colpendo maggiormente i poveri, facendo sprofondare parti del mondo in una crisi senza fine. La fame si manifesta in modo più intenso e persistente tra le popolazioni già vulnerabili e svantaggiate. Aderendo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, la comunità internazionale si è impegnata a sradicare la fame e a ridurre progressivamente le disuguaglianze entro il 2030 ma, in molti paesi i progressi sono troppo lenti per poterlo raggiungere entro il 2030; al ritmo attuale, infatti, circa 45 paesi non riusciranno ad attestarsi nemmeno ad un livello di fame basso.

L'Obiettivo Fame Zero, senza escludere nessuno, mira a individuare le regioni, i Paesi e le popolazioni che sono più vulnerabili alla fame e alla denutrizione per accelerarne i progressi. Per raggiungere l'obiettivo è stata lanciata l'iniziativa Sfida Fame Zero che si impegna a "porre fine alla fame nel mondo, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile" entro il 2030. Fame Zero vuole quindi coinvolgere tutte le persone ed istituzioni (tra cui governi, settore privato, organizzazioni non governative) a fare la propria parte nel raggiungere questo importante obiettivo. 

FAME NASCOSTA

C'è una fame evidente, quella che conosciamo attraverso i drammatici reportage dal sud del mondo, e c'è una fame difficile da individuare, forse più insidiosa, ed è quella che arriva quando l'alimentazione è sufficiente per sopravvivere, ma non a mantenersi in buona salute perché manca di vitamine e sali minerali indispensabili all'organismo. Negli ultimi tempi, nei Paesi in Via di Sviluppo si sta verificando il passaggio ad una dieta fatta di cibi poco processati ad una con cibi e bevande molto processati, ricchi di energia ma poveri in micronutrienti.

Gli esperti la chiamano la "Fame Nascosta" ed è una condizione che colpisce 2 miliardi di persone al mondo, condannati ad un circolo vizioso di scarsa nutrizione, salute carente e povertà. Questo fenomeno è riconosciuto come grave limite allo sviluppo e come violazione dei diritti umani; per aumentare la visibilità della fame nascosta, è stato dedicato a questa grave problematica il rapporto 2014 sull'Indice Globale della Fame. Le conseguenza di questo problema sono molto rilevanti perché causa ritardi mentali, compromette la salute fino a causarne la morte e diminuisce la produttività rallentando così lo sviluppo socioeconomico.

Per risolvere questo problema sono state identificate diverse soluzioni. Prima fra tutte l'inserimento di una dieta diversificata all'interno della quotidianità di ogni uomo, donna e bambino. Inoltre, la promozione di orti domestici e l'uso di integratori potrebbero essere un valido aiuto al superamento di questo grave problema. questi provvedimenti per la lotta alla fame implicano un intervento trasversale con azioni su agricoltura, salute, acqua e servizi igienico-sanitari, protezione sociale, educazione ed emancipazione femminile.

Indice globale della fame

L'Indice Globale della Fame (GHI) è uno strumento sviluppato per misurare e monitorare complessivamente la fame sia a livello mondiale che regionale e nazionale.
Per riflettere la natura multidimensionale della fame, i punteggi di GHI vengono calcolati sulla base di quattro indicatori:

DENUTRIZIONE: la quota di popolazione denutrita (la cui assunzione calorica è quindi insufficiente);

DEPERIMENTO INFANTILE: la quota di bambini di età inferiore ai cinque anni affetta da deperimento (ovvero peso insufficiente in rapporto all'altezza, che è indice di sottonutrizione acuta);

ARRESTO DELLA CRESCITA INFANTILE: la quota di bambini di età inferiore ai cinque anni affetta da arresto della crescita (ovvero altezza insufficiente in rapporto all'età, che è indice di sottonutrizione cronica);

MORTALITÀ INFANTILE: il tasso di mortalità tra i bambini al di sotto dei cinque anni (che riflette in parte il mix fatale tra insufficienti assunzioni caloriche e ambianti insalubri).

Ci sono diversi vantaggi in una misurazione che utilizza questa combinazione di fattori. Gli indicatori inclusi nella formula del GHI riflettono tanto l'insufficienza calorica quanto la povertà nutrizionale. Includendo indicatori che fanno specificamente riferimento ai bambini, l'indice cattura la situazione nutrizionale non solo della popolazione nel suo complesso, ma anche dei bambini – un segmento particolarmente vulnerabile della popolazione per il quale la carenza di energia alimentare, proteine o micronutrienti (vitamine essenziali e minerali) comporta un alto rischio di malattie, ridotto sviluppo fisico e cognitivo, o decesso. L'inclusione tanto del deperimento quanto dell'arresto della crescita infantili permette al GHI di rendere conto sia della sottonutrizione acuta che di quella cronica. Combinando più indicatori, l'indice riduce inoltre gli effetti degli errori aleatori di misurazione.

igf

ghi 19

 

Dove e come interviene la Fondazione PRO.SA

Negli anni la Fondazione PRO.SA ha sostenuto progetti rivolti a bambini ed anziani, donne e uomini, raggiungendo migliaia di persone nei loro villaggi e Paesi.

Beneficiari:    MAMME E BAMBINI
Paesi:            Mozambico e Perù

Attività: assicurare l'assistenza sanitaria di base e la distribuzione di latte arricchito con micronutrienti, per i bambini da 0 a 5 anni.

Beneficiari:   BAMBINI DISABILI
Paesi:           Ecuador

Attività: veicolare con la nutrizione un programma di psicoterapia familiare, garantendo assistenza ai bambini e aiutando le famiglie nella cura dei loro bisogni.

Beneficiari:   BAMBINI NELLE MENSE SCOLASTICHE
Paesi:           Kenya, Pakistan e Filippine

Attività: elevare il livello di scolarizzazione garantendo l'accesso al cibo.

Beneficiari:    MAMME E BAMBINI
Paesi:            Perù e Mozambico

Attività
insegnamento dei valori nutrizionali dei vari alimenti e dell'importanza di un apporto equilibrato di proteine, amidi, carboidrati, vitamine, etc. per la loro salute. Organizzazione di corsi di cucina per la preparazione di cibi equilibrati con prodotti locali. Realizzazione di pubblicazioni informative con semplici ricette. Monitoraggio mensile dello stato di salute dei bambini e delle donne in gravidanza.

Beneficiari:    NEONATI E BAMBINI
Paesi:            Filippine, Haiti, Indonesia e Kenya

Attività: garantire una corretta alimentazione ai bambini come stimolo per le mamme ad avvicinarsi a programmi sociosanitari complementari. Monitorare la salute dei bambini con controlli settimanali o mensili formando le mamme su come meglio accompagnarli nella loro crescita ed insegnando loro le nozioni igieniche di base.

Beneficiari:    MALATI TERMINALI PROVENIENTI DAI VILLAGGI ANDINI
Paesi:            Perù, Colombia, Ecuador

Attività: assicurare un'adeguata alimentazione affinché le terapie farmacologiche risultino più efficaci.

Beneficiari:     POPOLAZIONI COLPITE DA CALAMITA' NATURALI
Paesi:             India, Kenya, Pakistan e Haiti

Attività: aiutare le comunità locali, nel post emergenza, a diventare produttori degli alimenti per il proprio sostentamento e garantire l'accesso all'acqua potabile. Realizzare pozzi per l'irrigazione e avviare attività di orti comunitari con lo scopo di integrare l'alimentazione con prodotti ricchi di micronutrienti.


fondo azzurro



tabella 2






La campagna

La situazione dei Paesi in cui la Fondazione PRO.SA ha scelto di intervenire contro la fame, con la campagna del 2019, è grave (Burkina Faso, Filippine, India, Indonesia, Kenya, Mozambico, Pakistan) ed allarmante (Haiti).
La lotta alla malnutrizione infantile deve essere, necessariamente, combattuta su diversi fronti:
  • Fornitura di cibo e micronutrienti con pasti equilibrati ai bambini attraverso le mense scolastiche, i centri sanitari o la distribuzione di razioni alimentari alle famiglie.
  • Screening sanitari trimestrali, o semestrali, per i bambini con eventuali trattamenti dei parassiti intestinali. Lo screening, attraverso due misure: MUAC (misura del mid upper arm) e l'indice di massa corporea (BMI), permette di classificare i vari livelli di malnutrizione.
  • Educazione attraverso incontri formativi con i genitori, gli operatori e le comunità su tematiche igieniche e nutrizionali. Molto spesso, infatti, l'ignoranza in materia di corretto utilizzo delle risorse locali e delle necessità nutrizionali peggiorano le giù gravi situazione di malnutrizione. Determinante il coinvolgimento di genitori, insegnati ed operatori.
Un bambino malnutrito è un bambino che non ha ricevuto la giusta quantità di micronutrienti nei 1000 giorni che intercorrono tra il concepimento e i secondo anno di vita ed è, quindi, a rischio sviluppo ritardi motori e cognitivi. Un danno grave per lui e la comunità dove vive.
Modalità d'azione della Fondazione PRO.SA
  • Agire con un approccio professionale e responsabile, volto ad ottenere la massima efficacia, che risponda alle reali necessità e ai bisogni di coloro che direttamente o indirettamente ne beneficiano.
  • Riconoscere i bisogni delle comunità locali nel rispetto della loro cultura, tradizioni e costumi, ricercando il dialogo e la collaborazione con le loro organizzazioni, in una cultura di solidarietà. Promuovere forme di sviluppo finalizzate all'autodeterminazione e al rispetto dei diritti umani.
  • Operare con imparzialità al servizio degli altri prestando grande attenzione ai più deboli: bambini, donne, anziani, malati ed emarginati, senza distinzione di sesso, razza, cultura o fede.
Obiettivi e finalità dell'azione
  • L'azione messa in atto dalla Fondazione PRO.SA con i suoi partners è orientata a sollecitare il coinvolgimento attivo della popolazione locale, per favorire, nel tempo, processi inclusivi e non assistenzialistici, con una considerazione specifica per i gruppi più vulnerabili: bambini, donne, anziani, malati e persone con disabilità
  • È di fondamentale importanza la realizzazione di programmi integrati che mirino al collegamento tra nutrizione, sanità di base, scolarizzazione e formazione e, che aiutino le comunità locali ad essere i principali artefici del proprio auto – sviluppo.
  • L'azione si basa, esclusivamente, sui bisogni, senza discriminazioni di razza, etnia, religione, opinione politica, nazionalità o genere.
con 2,00 Euro            Acquistiamo una gallina oviaiola.
con 5,00 Euro   Doniamo un pacco viveri.
con 5,00 Euro   Acquistiamo una piantina di lime.
con 10,00 Euro   Acquistiamo un kit di sementi.
con 10,00 Euro   Acquistiamo un albero da frutto.

Gli interventi progetto per progetto

Mozambico
Burkina Faso

Kenya
Indonesia
Filippine
Pakistan
Colombia
Ecuador

Perù

Statistiche

statistiche 2019