L'intervento della Camillian Task Force India in Kerala

Lo stato del Kerala, nel mese di agosto, è stato colpito da piogge torrenziali che hanno provocato esondazioni di fiumi, di dighe e una serie di frane. Questo disastro senza precedenti ha causato danni molto gravi, tanto da esser considerata la peggiore alluvione del secolo. I dati ufficiali presentati dal primo ministro del Kerala il 30 agosto sono i seguenti: 55 milioni di persone colpite dall'alluvione, 483 morti, 1.450.707 persone ospitate nei 3.879 campi di soccorso aperti dal governo dello Stato.


La diocesi di Mananthavady, i religiosi Camilliani e la Camillian Task Force India (CTF) hanno prestato immediatamente soccorso.
Il 15 agosto 2018 è stato dato il "via libera" all'installazione di cliniche mobili, con lo scopo di raggiungere oltre 7.600 persone. Gruppi di volontari, religiosi camilliani e medici hanno prestato soccorso alla popolazione, garantendo cure mediche e medicinali.
Nonostante il termine della missione fosse fissato al 22 di agosto, i camilliani della diocesi di Mananthavady hanno accettato di continuare le attività nei campi medici e la distribuzione di prodotti alimentari, vestiti, materiali per la pulizia e materiali di studio nelle zone colpite del distretto di Wayanad.

 

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E' ufficialmente partito il progetto "Stop the violence"

A gennaio 2018 abbiamo avuto la fortuna di conoscere Elena, una ragazza di Milano che, da due anni, in un centro comboniano, lavora con i minori che vivono nello slum di Kanyama alla periferia di Lusaka, capitale dello Zambia. 

Elena ci ha raccontato che in questo insediamento sovrappopolato, il fenomeno dello sfruttamento e degli abusi nei confronti delle donne e ragazze, anche minorenni, specialmente se orfane, è particolarmente grave: lo slum di Kanyama è quello dove più diffuso è il fenomeno della violenza domestica e di genere e, allo stesso tempo, è più carente la presenza di organismi, pubblici o privati, che possano garantire un aiuto. 

Fondazione Pro.sa ha deciso di sostenere l'intervento che Elena ha studiato e programmato con il progetto "Stop the violence", il quale consente di intercettare le vittime e di aprire uno sportello che offra loro servizi infermieristici, consulenza legale e riabilitazione psicologica.

Si tratta di un intervento culturale cruciale per eliminare stereotipi di genere alla base del fenomeno della violenza e per far prevalere la cultura del rispetto tra uomini e donne.

 

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Al via "Conciencia y Dignidad"

Il 3 marzo 2018 è partito il progetto "Conciencia y dignidad" nel centro Hogar San Camilo di Lima. Attraverso la creazione di laboratori gratuiti, di incontri con attivisti e con esperti, il progetto si occupa, da un lato, di prevenzione della violenza, in particolare degli adolescenti, e dall'altro della terapia psicologica e della riabilitazione emotiva delle vittime.


Attraverso consulenze legali (condotte da avvocati specializzati in questioni familiari e penali), il progetto garantisce anche assistenza alle donne e alle madri vittime di violenza di genere che già partecipano a iniziative di sostegno del centro, come "Camilos Vida" e "Vida Feliz". Il fondo messo a disposizione da Fondazione Pro.sa coprirà anche i costi dei processi per le donne che non hanno sufficienti possibilità economiche.


Questa iniziativa segue il suggerimento di Papa Francesco, che durante il suo viaggio in Perù del gennaio scorso ha sottolineato l'impossibilità di considerare "normali" gli abusi verso le donne dovuti a una cultura maschilista che non ne accetta il ruolo di protagonista nelle comunità. Da anni l'Hogar San Camilo di Lima con i programmi che porta avanti a sostegno delle donne sieropositive e dei loro bambini, viene a conoscenza di numerosissimi casi di violenza di genere e da oggi cerca anche di affrontarli.


                                                     

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