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Ospedale Generale Marrere

Paese: Mozambico
Localizzazione: Marrere, Provincia di Nampula
Beneficiari: neonati di donne sieropositive e malti di AIDS indigenti

Natura del progetto

Lotta alla malnutrizione e assistenza sanitaria

Il progetto

L’ospedale Generale di Marrere assiste una popolazione di circa 300.000 abitanti, beneficiando le persone che vivono negli slums della grande città di Nampula, distante 14 km dall’ospedale. Ricavato da un’antica clinica dei coloni portoghesi, l’ospedale Generale di Marrere è stato nazionalizzato con l’indipendenza del 1975. Durante la lunga guerra civile, si è trovato in uno stato di semi-abbandono e solo nel 2005 ha ripreso a funzionare grazie ad un contratto di cogestione tra il Ministero della Sanità e l’Arcidiocesi di Nampula. L’ospedale è l’unica struttura ospedaliera della zona che accetta il ricovero degli ammalati di HIV-AIDS. L’assistenza dei malati di HIV-AIDS è affidata alle Missionarie Comboniane. Un’attenzione particolare è riservata alle donne e ai bambini sieropositivi, sia per quanto riguarda la diagnosi tempestiva, sia per l’aiuto morale e materiale una volta accertato il virus. Oltre all’assistenza medica le suore Comboniane assicurano programmi di educazione alimentare e la distribuzione di cibi. In particolare, le attività del progetto riguardano l’alimentazione infantile: distribuzione di latte vaccino alle madri durante tutto il periodo dell’allattamento e programma alimentare per i bambini fino a 5 anni. Per le madri vengono organizzati incontri di educazione alimentare, tenuti da un nutrizionista, per insegnare quali sono gli alimenti più nutrienti per i bambini durante le differenti fasi della crescita.
Il progetto si propone di aiutare le persone sieropositive e malate di AIDS per migliorare le loro condizioni di salute e nutrizionali. Le attività si focalizzano maggiormente sull’alimentazione infantile attraverso l’educazione dei genitori e la consegna di alimenti, le cui caratteristiche nutrizionali, possano migliorare le difese immunitarie dei bambini. Per garantire assistenza medica alla popolazione, che è impossibilitata a raggiungere l’ospedale, è stato avviato un programma di vista domiciliare.

Il contesto

Il Mozambico è considerato uno dei 15 paesi più poveri al mondo con circa il 60,7% della popolazione che vive con meno di 1,25 dollari al giorno e con un Indice Globale della Fame pari a 31.7 (livello grave). Si tratta di un paese con un basso indice di sviluppo umano che nell'anno 2016 lo colloca al 181° posto (su 188). Circa la metà degli abitanti, infatti, vive in condizioni di povertà che non assicurano l'accesso a fonti di acqua potabile e a impianti igienici. In Mozambico è ancora grave il problema dell'HIV che tocca un numero elevato di persone, il sistema sanitario nazionale risulta essere precario tanto che solo il 3% delle 1.250 Unità Sanitarie esistenti sono in grado di affrontare situazioni cliniche complesse. Secondo le stime Unicef 2015 l'aspettativa di vita è in media di 50 anni e il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni di età è alto (87 bambini ogni 1.000 nati vivi). Circa il 51% della popolazione non ha accesso a fonti di acqua potabile e circa il 79% non ha accesso a servizi igienici adeguati.

 

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