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Crescendo a Vida

Paese: Brasile
Localizzazione: Juazeiro do Norte, stato del Cearà
Beneficiari: adolescenti e giovani donne ragazze madri

 Natura del progetto

Accoglienza, assistenza sanitaria, riabilitazione e formazione.

Il progetto

Dal 1989, l’Associazione Maria Mãe da Vida di Fortaleza, fondata da un medico missionario camilliano: p. Adolfo Serripierro, organizza e sviluppa progetti in difesa della vita di tante donne che vivono ai margini della società. Donne in gravidanza, di cui molte ancora adolescenti, vittime del turismo sessuale o di violenze in famiglia L’intervento dell’associazione si sviluppa in quattro fasi. Nella prima, operatori locali esperti lavorano nelle favelas per individuare le donne che vivono gravi situazioni familiari, abbandonate ed emarginate, vittime dello sfruttamento o della droga.  Contemporaneamente, alcuni insegnanti forniscono un supporto pedagogico e psicologico. Nella seconda fase le ragazze vengono accolte nei centri dove, le Missionarie collaboratrici di p. Serripierro, le assistono a livello medico, psicologico e nutrizionale. Nella terza fase, dopo aver recuperato una buona condizione psicofisica, partecipano ai corsi di formazione professionale in modo da acquisire le competenze  indispensabili per entrare nel mondo del lavoro, parallelamente ad una azione di responsabilizzazione delle beneficiarie, al fine di renderle più coscienti della propria persona e dei propri diritti.  Nella quarta fase, l’Associazione si adopera per aiutare le ragazze nel reinserimento sociale sia dal punto di vista economico ed occupazionale che da quello familiare. Nei primi mesi del 2013 sono nate le scuole di cucito e di cucina, finanziate dalla Fondazione PRO.SA.

Il contesto

Il nord est brasiliano è noto per le sue gravi disparità socioeconomiche, con migliaia di cittadini che vivono nell’agio di una nuova primavera economica ed altri che, invece, versano in situazioni di grande povertà e miseria. La scolarità è spesso disattesa ed il lavoro manca. La delinquenza è ovunque con frequente ricorso alle armi da fuoco. Il tutto è complicato dalla droga. In questo contesto la situazione della donna è ancora più fragile a causa di una cultura fortemente maschilista che la pone ai margini, in senso lato. La violenza sessuale sulle minorenni si attua per lo più in ambito domestico, dove in seno alle famiglie frammentate ed irregolari, le bambine diventano le vittime abituali della violenza e della sessualità disordinata degli adulti. La scolarizzazione irregolare ed incerta costituisce un’ulteriore difficoltà anche perché il profilo che le grandi aziende manifatturiere della zona pretendono per l’assunzione, prevede il completamento degli otto anni della scuola dell’obbligo. L’uso continuativo di droga rende ogni azione più difficile con il suo intreccio di uso, spaccio e prostituzione. Quella che a prima vista sembra la soluzione più facile per uscire dal laccio della miseria, si trasforma presto in un vicolo cieco dove confluiscono tutte le componenti più crude del disagio sociale delle ragazze.

Aiuta anche tu

Le ragazze delle favelas di Juazeiro ad uscire dalla miseria