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Un laboratorio per Juazeiro

Paese: Brasile
Localizzazione: Juazeiro do Norte, stato del Cearà
Beneficiari: adolescenti e giovani donne ragazze madri

 Natura del progetto

Accoglienza, assistenza sanitaria, riabilitazione e formazione.

Il progetto

Dal 1989, l’Associazione Maria Mãe da Vida di Fortaleza, fondata da un medico missionario camilliano: p. Adolfo Serripierro, organizza e sviluppa progetti in difesa della vita di tante donne che vivono ai margini della società. Donne in gravidanza, di cui molte ancora adolescenti, vittime del turismo sessuale o di violenze in famiglia. La povertà dell’interno dello stato del Cearà è gravissima e la gravidanza delle adolescenti costituisce un serio problema di salute pubblica e sociale. Si calcola di seguire circa 200 adolescenti al mese. Sono circa 700 le ragazze in situazione di bisogno che fruiscono di tali servizi. Recentemente nel centro di Juazeiro è stato avviato un ambulatorio di eco e toco grafia per le gravide che ha iniziato subito a lavorare a pieno regime. Ma lo studio prenatale non può essere completo senza le adeguate analisi cliniche per le quali è necessario un laboratorio, idoneo e ben funzionante, con appropriate tecnologie. Tale necessità è acuita dall’assenza della sanità pubblica che non fa fronte a tali esigenze e che, in pratica, ignora queste giovani pazienti. La casistica parla di gravi inadempienze e di decessi evitabili cui si assiste con il più totale disinteresse. Anche a Fortaleza l’associazione ha messo in opera un laboratorio di analisi che risponde alle necessità delle giovani pazienti ma che, assistendo anche le altre categorie sociali, contribuisce al mantenimento della struttura tramite il pagamento di un piccolo prezzo politico. La stessa cosa si vorrebbe attuare a Juazeiro arrivando ad assistere circa 600 donne al mese.

Il contesto

Il nord est brasiliano è noto per le sue gravi disparità socioeconomiche, con migliaia di cittadini che vivono nell’agio di una nuova primavera economica ed altri che, invece, versano in situazioni di grande povertà e miseria. La scolarità è spesso disattesa ed il lavoro manca. La delinquenza è ovunque con frequente ricorso alle armi da fuoco. Il tutto è complicato dalla droga. In questo contesto la situazione della donna è ancora più fragile a causa di una cultura fortemente maschilista che la pone ai margini, in senso lato. La violenza sessuale sulle minorenni si attua per lo più in ambito domestico, dove in seno alle famiglie frammentate ed irregolari, le bambine diventano le vittime abituali della violenza e della sessualità disordinata degli adulti. La scolarizzazione irregolare ed incerta costituisce un’ulteriore difficoltà anche perché il profilo che le grandi aziende manifatturiere della zona pretendono per l’assunzione, prevede il completamento degli otto anni della scuola dell’obbligo. L’uso continuativo di droga rende ogni azione più difficile con il suo intreccio di uso, spaccio e prostituzione. Quella che a prima vista sembra la soluzione più facile per uscire dal laccio della miseria, si trasforma presto in un vicolo cieco dove confluiscono tutte le componenti più crude del disagio sociale delle ragazze.

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A ridurre la mortalità infantile a Juazeiro