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Ospedale St. Camille

Paese: Haiti
Localizzazione: Port Au Prince
Beneficiari: malati indigenti sia bambini che adulti

Natura del progetto

Assistenza sanitaria.

Il progetto

All’indomani del terremoto del 12 gennai 2010, la Fondazione PRO.SA con altre organizzazioni si è mobilitata per garantire aiuti alla popolazione colpita, sostenendo l’ospedale pediatrico St. Camille e le attività ad esso correlate come il centro nutrizionale, il centro bambini disabili e la scuola primaria. L’ospedale che era stato costruito secondo regole antisismiche , pur avendo subito gravi danni, ha continuato a dare assistenza sanitaria a migliaia di persone in ferite. Un ospedale con 100 posti letto che, nei primi due giorni, ha curato e dimesso 500 persone. In tre anni l’ospedale ha cambiato veste. Le esigenze della popolazione hanno portato alla decisione di ampliare l’ospedale con nuovi reparti e non essere, quindi, esclusivamente, pediatrico. La costruzione della nuova ala è tuttora in corso. Il nuovo pronto soccorso, finanziato dalla Fondazione PRO.SA è stato ultimato nel marzo 2013. In ampi locali sono installate le attrezzature necessarie per i piccoli interventi, per brevissime degenze, per lo screening in vista di ricovero: cioè tutto quanto deve esistere in ogni emergenza.


È in corso di realizzazione un progetto di prevenzione, oltre che di cura, per i bambini, la fascia più esposta e vulnerabile della popolazione. Si prevede di poter trattare dai 400 ai 500 bambini la settimana. Screening, diagnosi e cura per prevenire in tempo malattie e patologie di ogni ordine e grado.

Dagli inizi del 2012 è operativo anche un nuovo laboratorio analisi. La cui strumentazione è stata finanziata dalla Fondazione PRO.SA e dal National Institutes of Health del Maryland (USA).
Il numero di pazienti che possono accedere al servizio diagnostico e al laboratorio è quadruplicato rispetto a quanto era possibile prima della ristrutturazione. L’ospedale è stato rifornito anche di nuove apparecchiature radiologiche.

Moltissimi sono i malati che non riescono ad arrivare all’ospedale st. Camille, perché impossibilitati a prendere i mezzi o perché neppure possono permetterseli. Per permettere a tutti di arrivare e garantire un’assistenza sanitaria adeguata, la Fondazione PRO.SA ha donato all’ospedale due nuovi veicoli IVECO con allestimento ambulanza. Ciascuno permette li trasporto contemporaneo di 4 pazienti traumatizzati o, in alternativa, di 6 persone non barellate su appositi sedili, più l’assistente sanitario.

Il colera non è al momento un’emergenza, ma resta l’endemicità della malattia, poiché le condizioni igienico sanitarie generali rimangono gravemente carenti. Al St. Camille è tuttora operativo il padiglione dei colerosi. Attualmente ospita pochi ricoverati, alcuni molto giovani. La prevenzione è semplice: purificazione delle acque, bere acqua bollita o confezionata in bottiglie sigillate, eliminare verdure crude o cibi facilmente contaminabili, igiene personale (lavaggio delle mani) e servizi igienici adeguati. Tutte cose banali per noi ma di non facile realizzazione in un Paese come Haiti.

Il contesto

Dal giorno in cui, nel gennaio 2010, il catastrofico terremoto ha colpito Haiti, provocando oltre 222.000 morti e coinvolgendo più di 3 milioni di persone, il sistema sanitario haitiano nonostante siano trascorsi più di tre anni, non  è migliorato, anzi appare ulteriormente devastato. Da quel momento Haiti ha vissuto  ricorrenti epidemie di colera, aggravatesi con il passaggio degli uragani Isaac e Sandy. Il colera ha colpito quasi 23.000 persone, una minima parte delle quali ha potuto ricevere assistenza nei pochi centri di trattamento della capitale.In condizioni precarie e senza essersi ripreso, il Paese, nel mese di ottobre 2016, ha subito il passaggio dell'uragano Matthew che, dopo l'uragano Cleo del 1964, è considerato il più forte uragano che abbia mai colpito il Paese. L'uragano ha provocato la morte di più di 1.000 persone e ha causato enormi danni alle abitazioni e più in generale all'economia di Haiti.
L'Indice di Sviluppo Umano UNDP 2015 di Haiti è di 0,483 e lo pone al 163° posto nel mondo (su 188) facendolo così rientrare nella categoria dei Paesi con il più basso indice di sviluppo umano.
L'Indice Globale della Fame 2016 (GHI) di Haiti è pari a 39.0 e rientra nella scala di gravità definita allarmante nonostante si trovi in America Latina e Caraibi, la regione del mondo in via di sviluppo con il punteggio GHI più basso. Il tasso di mortalità sotto i primi cinque anni di età, calcolato nell'anno 2015, è del 6,9% con la prevalenza di arresto della crescita nei bambini al di sotto dei cinque anni del 12%. La situazione di Haiti, così come quella di altri Paesi, desta preoccupazione e una particolare attenzione circa il raggiungimento dell'obiettivo Fame Zero posto dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Se si vuole raggiungere tale obiettivo la diminuzione della fame in questa regione deve notevolmente accelerare.

 

 

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A dare vita al programma screening e cura per i bambini di Haiti