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Hogar Rebuschini

Paese: Perù
Localizzazione: Lima
Beneficiari: malati oncologici, bambini ed adulti

Natura del progetto

Assistenza sociosanitaria

Il progetto

In Perù la mortalità per cancro è in costante aumento, arrivando, secondo i dati forniti dal Ministero di Salute, a essere la seconda causa di morte nel paese. 

Né il Ministero di Salute, né le cliniche private pubblicano il numero di persone ricoverate negli stabilimenti medici ed è quindi impossibile sapere con esattezza l’incidenza sulla popolazione. Dati approssimativi indicano che, nella sola città di Lima, ci siano circa 35.000 nuovi casi all’anno e che la popolazione femminile rappresenta il numero maggiore di ricoveri.

Si stima, inoltre, che il 20-25% dei pazienti oncologici non possono accedere a nessun servizio sanitario a causa degli alti costi da sostenere. 

La Casa Hogar Beato p. Enrique Rebuschini è nata nel 2006 per offrire accoglienza e alloggio ad adulti e bambini malati di cancro. 

La casa ospita le persone che, dalle campagne, vengono a Lima per farsi curare, con i pochi risparmi che sono riusciti a raccogliere. A causa delle poche strutture mediche, molti pazienti oncologici sono costretti ad aspettare molto tempo prima di essere ricoverati e, non avendo i soldi per pagarsi un ostello, dormono per strada e non mangiano. 

All’interno della casa i pazienti ricevono ospitalità, alimentazione e assistenza medica.
Due volte al giorno sono preparati pasti caldi per 150 persone. I pasti sono cucinati dai parenti dei pazienti sotto la supervisione di alcuni volontari. La pulizia dei locali e la gestione degli spazi è totalmente affidata ai parenti dei pazienti oncologici.

Il contesto

Attualmente il Perù sta attraversando una fase di buona crescita economica, ma i vantaggi dell’arricchimento del paese difficilmente arrivano alle fasce più povere della popolazione. 
Gli indicatori socio-economici mostrano una situazione molto preoccupante; poco meno della metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà nazionale e, in particolare, i più piccoli sono i più vulnerabili: il 28.8% dei bambini, sotto i cinque anni, soffre di rachitismo.
 Lima, la capitale del Perù ospita circa un terzo della popolazione nazionale: oltre 8 milioni di abitanti. Risultato della migrazione dalle campagne avvenuta negli ultimi decenni, che ha portato alla nascita di vere e proprie baraccopoli. La popolazione della città cresce con un tasso di 100.000 abitanti l’anno. Il 64%  della popolazione, che vive in aree rurali, non ha impianti igienici adeguati  e il 39% non ha accesso a fonti di acqua potabile.

I bambini e le donne sono maggiormente esposti al rischio di morte e di malattie che in molti casi potrebbero essere curabili con un’attenzione medica di base, ma l’assistenza sanitaria pubblica é a pagamento e non tutti possono permettersi di farsi ricoverare negli ospedali.

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