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Hogar San Camilo – Home Care

Paese: Perù
Localizzazione: Lima
Beneficiari: bambini e adulti sieropositivi che vivono nei barrios di Lima

Natura del progetto

Assistenza socio sanitaria e lotta alla malnutrizione.

Il progetto

L’Hogar San Camilo è nato nel 1996 per iniziativa dei Religiosi Camilliani per assistere e accogliere le persone sieropositive di Lima e dintorni.
Con il tempo si sono sviluppati progetti e programmi per rispondere alle differenti esigenze delle persone sieropositive, basandosi sempre sul principio di centralità della persona.
La prima fase ha portato alla creazione di un “albergue” per accogliere adulti uomini in fase terminale di AIDS. Poi con la diffusione degli antiretrovirali e il crescente di numero di bambini sieropositivi, è stato aperto un centro di assistenza medica e programmi per le mamme sieropositive e per i loro bambini.
Dal 1998, l’Hogar San Camilo ha organizzato un servizio di assistenza domiciliare per tutte quelle persone che per paura o per problemi economici non si recano agli ospedali. Due gruppi formati da un assistente sociale, un infermiere, un medico e uno psicologo, ogni giorno visitano 25-30 famiglie. I due gruppi, data l’estensione di Lima, ogni giorno visitano un quartiere differente, beneficiando 400 famiglie con una o due visite al mese. I gruppi dell’Hogar san Camilo si spostano con dei furgoncini del centro di modo da poter raggiungere anche i quartieri  più periferici della città. Grazie alla diffusione degli antiretrovirali, in Perù, e al progressivo miglioramento delle condizioni di vita delle persone con l’HIV, il progetto Home Care ha iniziato a svolgere anche un importante ruolo di reinserimento della persona sieropositiva nella società.
Attraverso le visite domiciliari si svolge, inoltre, un compito di prevenzione delle malattie opportunistiche, attraverso l’insegnamento delle principali norme igienico sanitarie.

Il contesto

Attualmente il Perù sta attraversando una fase di buona crescita economica, ma i vantaggi dell’arricchimento del paese difficilmente arrivano alle fasce più povere della popolazione. Gli indicatori socio-economici mostrano una situazione molto preoccupante; poco meno della metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà nazionale e, in particolare, i più piccoli sono i più vulnerabili: il 28,8% dei bambini, sotto i cinque anni, soffre di rachitismo.

In questa situazione di vulnerabilità, le condizioni delle persone che vivono con HIV-AIDS si sono ulteriormente aggravate. Molti sono i casi di mancanza di un’adeguata assistenza negli ospedali e i casi di discriminazione nei posti di lavoro e nelle scuole. I primi casi di HIV-AIDS in Perù sono stati registrati nel 1983 e da quel momento c’è stata una forte crescita della pandemia. Di maggior preoccupazione è, inoltre, la certezza che i dati reali si distanziano molto dalle stime del Ministero della Salute. Gli studi del Ministero della Salute rivelano che tra la totalità delle donne in gravidanza lo 0,3% è portatrice del virus dell’HIV. Ogni anno 600 bambini sono a rischio di essere nuovi portatori del virus dell’HIV. L’Hogar San Camilo da quasi 16 anni si occupa delle persone sieropositive di Lima, offrendo loro accoglienza, assistenza medica, alimentazione e educazione.

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A portare assistenza ai malati di AIDS nei barrios di Lima