Emergenze

Ad Abobo, città rurale della regione di Gambella, al confine con il Sud Sudan, oltre alle epidemie di malaria, colera e morbillo, si è aggiunta la minaccia del coronavirus. A dispetto di quanto ci si aspettasse, l’Africa è stata meno colpita di altri continenti ma ciò che preoccupa maggiormente sono le conseguenze che la pandemia avrà sulle popolazioni più vulnerabili. In tutto il paese si contano circa 159.000 casi e 2.365 decessi, dati tuttavia inaffidabili a causa della scarsità di tamponi, eseguiti quasi esclusivamente nella capitale e nelle città più grandi. Inoltre, la mancanza di medicinali di base e la poca conoscenza del virus non aiutano a prevenirne la diffusione.

Al centro medico di Abobo, che dal 2002 porta avanti programmi di prevenzione contro l’HIV, di cura prenatale e di immunizzazione di mamme e bambini, Fondazione PRO.SA sta sostenendo l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per i 48 membri del personale sanitario e l’acquisto di prodotti per la sanificazione e l’igiene personale. PRO.SA ha anche provveduto all’installazione di un lavandino a pedale per igienizzarsi le mani prima di accedere al centro. 1.000 mascherine sono state poi distribuite ai pazienti ricoverati e più vulnerabili, mentre è stato potenziato il triage per i pazienti del pronto soccorso, dove vengono svolti dei tamponi a campione. L’obiettivo è quello di far fronte all’inefficienza del governo, riuscendo a tracciare i contagi in maniera più o meno affidabile.

Il centro propone anche diversi incontri di sensibilizzazione per lo staff medico e i pazienti ricoverati, affinché sempre più persone comprendano l’importanza di rispettare le misure di sicurezza di base: il distanziamento sociale e la frequente igienizzazione delle mani.