Emergenze

Come il resto del mondo, anche il Pakistan si è trovato ad affrontare l’emergenza Coronavirus. Ad aggravare una situazione già drammatica di per sé, si aggiunge l’alto tasso di analfabetismo che crea, tra le famiglie della comunità, una condizione di assoluta disinformazione che li rende inconsapevoli della pericolosità del virus e dell’alto livello di contagiosità. Per questa ragione, la parrocchia di Faisalabad ha organizzato delle squadre di supporto che si recano nei villaggi e raggiungono le famiglie della comunità al fine di informarle dell’emergenza sanitaria e fornire loro delle semplici regole comportamentali da seguire nella vita quotidiana per prevenire il contagio. In effetti, in Pakistan, è consuetudine che i membri di una famiglia dormano tutti insieme in un’unica stanza e condividano qualsiasi cosa, perciò viene spiegata alle famiglie l’importanza di dormire separati e di evitare di condividere oggetti, vestiti o altro.

L’epidemia sta colpendo chiunque, ricchi e poveri di tutto il paese, ma i soggetti più in difficoltà sono coloro che vivono con salari giornalieri (operai, contadini, ecc.). L’obiettivo del progetto sostenuto da Fondazione PRO.SA, infatti, è proprio quello di assistere queste famiglie che, altrimenti, non saprebbero come mantenere la famiglia in questo periodo di lockdown. Nella Parrocchia di Faisalabad sono già stati individuati dei casi di coronavirus e il medico di base ha suggerito di somministrare vitamina C a tutti i positivi, che sono per lo più donne e bambini.

Per poter aiutare le famiglie della Parrocchia a fronteggiare al meglio questa emergenza, mantenendole il più possibile al sicuro, sono state organizzate delle squadre di volontari che raggiungono porta a porta le famiglie in difficoltà e consegnano a ciascuna di esse un pacco alimentare e un kit sanitario, che dovrebbero coprire circa un mese, nella speranza che la diffusione del virus rallenti in breve tempo.

Ogni pacco alimentare contiene 2 Kg di legumi/lenticchie (4 tipi di legumi per ½ Kg ciascuno), 3 Kg di riso, 5 Kg di olio da cucina, 2 Kg di zucchero, ½ Kg di tè, ½ Kg di sale e peperoncino in polvere.

Il kit sanitario per ogni famiglia, contiene 50 mascherine (cucite dalle donne della parrocchia), 2 gel igienizzanti per le mani, 5 saponi e due scatole di carta igienica.

Un altro grande problema legato al coronavirus è la chiusura delle scuole che, sommata alla carenza di risorse tecnologiche adeguate e all’estrema povertà delle famiglie, ostacola l’apprendimento dei bambini più vulnerabili con conseguenze inimmaginabili.

Per garantire il diritto allo studio, Fondazione PRO.SA sta sostenendo 10 laboratori di recupero scolastico per 300 bambini provenienti dalle periferie di Faisalabad. Ogni laboratorio ha la propria sede di riferimento ed è gestito da un’insegnante competente, regolarmente stipendiata, che conduce alternativamente attività educative e ricreative nel pieno rispetto delle normative anti covid. Durante la giornata, tutti i bambini e le insegnanti indossano la mascherina, disinfettano ripetutamente le mani e mantengono il metro di distanza.