Educazione

Durante le ripetute scosse del terremoto dell’aprile 2015 in Nepal, tra le numerose strutture crollate in tutto il Paese, anche il Koselee Children Center di Sindhuli, che ospitava circa 30 bambini, fortunatamente tutti salvi, è divenuto inagibile e i bambini sono stati costretti a vivere sotto tende di fortuna o strutture offerte loro temporaneamente. Il centro si trova nel distretto di Sindhuli, sulla via che porta alle cime più alte del mondo. Nelle zone rurali, i genitori non possono mandare i figli a scuola e questi ultimi sono costretti ad occuparsi del bestiame o, comunque, a lavorare In questo contesto di estrema povertà.  L’ educazione scolastica rappresenta una priorità anche se il governo, da solo, non riesce a far fronte a problematiche quali: mancanza di un numero adeguato di personale scolastico, bassa qualità di insegnamento e difficile accesso all’istruzione. Inoltre, all’interno del sistema scolastico bisogna far fronte a ingiustizie sociali (sesso, appartenenza alle caste, classi di reddito) che devono essere eliminate, ma la scarsità di risorse è grande e le problematiche presenti rendono difficile dare un’istruzione a tutti i bambini.

Per far fronte a queste carenze, molte organizzazioni si stanno facendo carico del bisogno educativo dei bambini più poveri, creando scuole che possano assicurare loro un’istruzione.

Ad un mese dal sisma, l’Associazione Himali Sanskritik Sanrakshyan si è adoperata per cercare una soluzione che permettesse loro di acquisire una struttura propria dove accogliere e realizzare le attività scolastiche. Individuato un terreno nel distretto di Sindhuli è stato acquistato e realizzata una Boarding School su 3 piani.

La struttura ora in piena attività e può accogliere 30 bambini, dai 3 ai 10 anni.  Ai bambini residenti presso il Centro viene offerto vitto e alloggio, oltre alla possibilità di ricevere istruzione e cure mediche di base e materiale scolastico necessario. Un gruppo di 15 bambini, in quanto orfani, risiede tutto l’anno presso la struttura, mentre altri 15, che vivono con la famiglia, alloggiano nella struttura durante il periodo dei monsoni. Questa distinzione è dovuta alla disposizione dei villaggi della zona, sparsi sulle due rive di un fiume e all’inesistenza di un ponte di collegamento. Infatti, il gruppo di bambini che vive con i familiari, per recarsi a scuola deve quotidianamente attraversare il fiume che, nella stagione delle piogge, con l’aumento del volume d’acqua, diventa inaccessibile. Quindi, dal momento che per i bambini risulterebbe impossibile raggiungere la scuola, per quel periodo anche loro beneficiano dell’alloggio presso il Centro.