Emergenze

Lo scorso aprile l’epidemia di Coronavirus è arrivata anche in Kenya. Il numero di casi accertati è ancora contenuto ma Nairobi è stata immediatamente blindata e sono state imposte numerose restrizioni. Questa condizione ha bloccato completamente il turismo, settore di punta del paese, già in crisi economica.

A Nakuru la situazione si è aggravata nei mesi di ottobre e novembre. Tutti i bambini e le bambine della Welcome to the Family sono rinchiusi all’interno dei rispettivi compound e non hanno alcun contatto con l’esterno. Durante la giornata, lavorando a piccoli gruppi, coltivano mais, fagioli e sukumawiki per il loro sostentamento, inoltre, 10 ragazzi e ragazze della WTF proseguono le loro attività di apicoltura.

Con i bambini e le bambine sono presenti h24 i loro educatori che, normalmente, vengono stipendiati con il ricavato della vendita di acqua in bottiglia (progetto Diritto all’acqua, diritto alla vita). Per via dell’emergenza sanitaria, l’attività è stata sospesa in modo tale da garantire la sicurezza dei bambini che vivono nella stessa struttura in cui si trova il laboratorio di produzione dell’acqua ed è faticoso riuscire a coprire gli stipendi. Grazie all’intervento di Fondazione PRO.SA è possibile garantire gli stipendi, da aprile ad agosto, dei 13 educatori che vivono e lavorano presso la Welcome to The Family, e contribuire all’acquisto di riso e fagioli per la mensa dei bambini.

Fuori dalle mura del centro, il Covid sta correndo molto più velocemente: la povertà è in continuo aumento e, di conseguenza, anche il fenomeno dei bambini di strada sta peggiorando. Il Drop-In centre, centro di prima accoglienza per bambini e adolescenti di strada, è ormai troppo piccolo e fatiscente per riuscire a gestire gli attuali numeri, senza contare che, per paura del contagio, il vicinato ha lamentato la presenza di troppi bambini nel quartiere. Per dare continuità a questo servizio fondamentale, è stato necessario trasferire il Drop-in in un’altra struttura, fuori città. Fondazione PRO.SA sta sostenendo le spese di gestione della struttura, oltre che l’acquisto di cibo e kit di primo soccorso per poter accogliere ed assistere in maniera adeguata i bambini e gli adolescenti che si rivolgono al Drop-In.