Storie di successo

Snehagram è una casa camilliana che accoglie e accompagna negli studi, fino ad un inserimento professionale nel mondo del lavoro, un centinaio tra bambini e ragazzi sieropositivi, alcuni dei quali senza famiglia e altri con famiglie che non hanno mezzi economici per potersi occupare di loro.

Sin dall’inizio, a Snehagram, i responsabili hanno pensato che l’agricoltura, in particolare quella biologica, sarebbe stata un’attività di sostentamento e sviluppo sia per i ragazzi che per il centro. Dopo il primo anno, l’impegno è andato crescendo grazie al sostegno di Fondazione PRO.SA. É stato realizzato un frutteto, ampliato l’orto con le coltivazioni di più varietà di verdure e, soprattutto, sono stati implementati programmi di formazione. Il team dei ragazzi coinvolti nel progetto ha fatto visita a fattorie biologiche private dove esperti del settore hanno argomentato e formato sul progetto. Inizialmente il focus è stato sulla coltivazione di ortaggi per il fabbisogno del centro ma, in seguito, con l’esperienza acquisita, hanno iniziato a coltivare verdure a scopo commerciale, come il pomodoro, il peperoncino, la barbabietola, il rafano, il cavolfiore, il cavolo, la lattuga, il bok choy, il sedano, gli spinaci, il coriandolo, la menta e molti altri.

 

 

Dal 2018, il team espone per due ore al giorno, una bancarella di verdura biologica per i passanti in viaggio verso la città, affinché acquistino lì.  Il progetto ha funzionato. Nonostante la diffidenza iniziale a causa della sieropositività dei ragazzi, anche abitanti dei villaggi vicini ora sono assidui clienti della bancarella.

Nel corso degli anni, con i fondi del 5×1000, Fondazione PRO.SA ha finanziato diversi progetti a Snehagram: un impianto a pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico, un allevamento di polli da carne e di galline ovaiole, per sopperire al fabbisogno di carne e uova e una scuola di sartoria per le ragazze.

Snehagram oggi dà la possibilità a tanti bambini e ragazzi sieropositivi di crescere in armonia, studiare e imparare un mestiere. Un progetto a cui siamo orgogliosi di aver contribuito.