Sviluppo

Nello slum di Kanyama, insediamento sovrappopolato alla periferia della capitale Lusaka, dove si vive senza i servizi essenziali come acqua potabile, servizi igienici e scuola, particolarmente grave è il fenomeno dello sfruttamento e abuso nei confronti di donne e ragazze, anche minorenni, specialmente se orfane. Le donne sono vittime di ingiustizie sociali, culturali e di violenza domestica; inoltre, hanno accesso limitato all’istruzione e al mondo del lavoro formale.

E’ a Kanyama che si sviluppa Il progetto “Stop the Violence” coordinato da Elena Arvati e finanziato da Fondazione PRO.SA. Un’attività che consente di intercettare le vittime e, attraverso uno sportello di ascolto, di offrire loro servizi infermieristici, consulenza legale e riabilitazione psicologica. Gli operatori presenti sul territorio, entrando in contatto con le vittime, permettono loro di accedere agli sportelli o di essere accompagnate presso organizzazioni che erogano medesimi servizi. Il progetto prevede anche incontri di sensibilizzazione sulla violenza di genere nelle scuole per adolescenti e a favore dei leader di comunità. Si tratta di un intervento culturale cruciale per eliminare stereotipi di genere alla base del fenomeno della violenza e per far prevalere la cultura del rispetto tra uomini e donne.

Stop the Violence agisce sempre in stretta collaborazione con le autorità locali, di polizia e sanitarie.  Questa collaborazione ha permesso di raggiungere dei risultati importanti, quali l’apertura, il 1 ottobre 2019, di uno sportello antiviolenza all’interno dell’ospedale di Kanyama: la più grande struttura sanitaria pubblica dello slum, il cui bacino di utenza comprende anche Chibolya e John Laing, altri due slum di Lusaka. Dopo un breve corso di formazione, che ha visto coinvolti il team di Stop the Violence, alcuni poliziotti, medici e infermieri, si è così costituita una Unità Antiviolenza. Oggi, una donna che giunge all’ospedale di Kanyama, picchiata, ferita o abusata, trova personale sanitario sensibilizzato e formato sulla violenza di genere e può procedere immediatamente, se lo desidera, con una denuncia, trovando consulenza legale gratuita.

Stop the Violence ha anche attivato una collaborazione con un paralegale, vista la crescente richiesta di assistenza da parte delle vittime, spesso per ottenere il mantenimento dei figli da parte del marito. Come era prevedibile, operando all’interno dell’ospedale, i casi intercettati di violenza sono in continuo aumento.

L’unità antiviolenza dell’ospedale di Kanyama è oggi l’unico avamposto in un’area abitata da centinaia di migliaia di persone e la sua apertura costituisce un progresso significativo nella lotta contro la violenza di genere.