Tra i Paesi sotto i riflettori della comunità internazionale, per un rapido peggioramento della situazione epidemiologica, c’è il Nepal. I distretti che hanno fatto registrare il più alto incremento di contagi sono proprio quelli al confine con l’India. Gli ospedali sono sopraffatti dall’ emergenza, c’è carenza di materiale sanitario e soprattutto di ossigeno. Il primo ministro ha fatto un appello affinché chiunque possa li aiuti a superare questo momento di estrema difficoltà. Ieri, secondo i dati della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e
 Mezzaluna Rossa, il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi contagi è salito al 44% e il  numero dei morti è in costante aumento anche tra i giovani.
Alla luce di questo critico peggioramento dell’emergenza Covid-19 in Nepal,  la National Mountaineering Association (NMA),  lunedì scorso, ha lanciato un appello: “Chiediamo agli alpinisti e agli sherpa di restituire le loro bombole di ossigeno vuote ove possibile, in quanto possono essere riempite e utilizzate per il trattamento dei pazienti con coronavirus che hanno un disperato bisogno”
Fondazione Pro.Sa ha garantito al suo partner locale, la Fondazione Radha Paudel, i fondi necessari per l’acquisto di 20 concentratori di ossigeno, 100 ossimetri, 100 litri di gel per il lavaggio delle mani e 7.000 mascherine chirurgiche. Stiamo anche distribuendo alimenti e kit sanitari a 50 mamme a Kathmandu che vivono sole con i loro bambini. Non potendo lavorare, a causa del lockdown, non hanno di che mantenersi.

 

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Cartolina nepal covid