Nel terzo quadrimestre di attività a Kanyama (Lusaka, Zambia), il progetto finanziato da Fondazione PROSOLIDAR e implementato da ULEMU ha garantito protezione, continuità educativa e nuove prospettive a minori vittime di abuso.


A Kanyama (Lusaka, Zambia) si conclude il progetto Stop Child Abuse – Fase 2, finanziato da Fondazione PROSOLIDAR e implementato da ULEMU, ONG partner locale.

In quest’ultimo step è stata avviata e completata una delle azioni più rilevanti in termini di protezione individuale: l’inserimento in boarding school di minori vittime di abuso, selezionati attraverso una stretta collaborazione tra l’Unità Antiviolenza dell’Ospedale Generale di Kanyama, i servizi sociali, la Victim Support Unit della polizia di Kanyama e i caregiver di riferimento presso ULEMU.

La selezione è avvenuta attraverso una valutazione multidisciplinare basata su: gravità dell’abuso, rischio di reiterazione della violenza, condizioni familiari e possibilità di garantire continuità educativa.

A seguito dell’analisi, 10 minori vittime di abuso sono stati iscritti presso una boarding school di Lusaka (il nome non viene divulgato per ragioni di sicurezza). Un risultato concreto che contribuisce a interrompere il ciclo della violenza e a garantire protezione immediata.

L’inserimento in una scuola residenziale risponde a precise esigenze di tutela e riabilitazione:

  • Allontanamento dal contesto abusante
    Riduzione immediata del rischio di reiterazione della violenza.
  • Ambiente strutturato e prevedibile
    Routine stabili che favoriscono sicurezza e regolazione emotiva.
  • Supervisione adulta costante
    Monitoraggio continuo del benessere dei minori.
  • Continuità educativa
    Frequenza regolare e supporto allo studio.
  • Autostima e autonomia
    Attività scolastiche e sociali che favoriscono la crescita personale.

La scelta dell’istituto è stata motivata anche dalla positiva collaborazione già avviata nella precedente annualità, che ha confermato la qualità dell’ambiente educativo e l’attenzione ai bisogni relazionali degli studenti.

Poiché si tratta di una scuola privata con costi elevati, è stato possibile sostenere l’iscrizione di 10 minori invece dei 13 inizialmente previsti, privilegiando la qualità e la sicurezza del contesto educativo.

Parallelamente, nel corso di tutto il progetto sono proseguite le attività di sensibilizzazione nei luoghi pubblici di Kanyama, con incontri dedicati alla genitorialità positiva, allo sviluppo dei bambini e all’importanza di denunciare gli abusi entro 72 ore, contribuendo a rafforzare la prevenzione a livello comunitario.


Una storia che racconta l’impatto del progetto

Dietro questi numeri ci sono storie reali. Una in particolare racconta il senso più profondo di questo intervento.

Felicitas (nome di fantasia), 14 anni, è sopravvissuta a un grave caso di incesto e violenza sessuale subito all’età di 11 anni, a seguito del quale ha affrontato anche un aborto terapeutico.

Attraverso i servizi sociali, è stata accolta nella casa protetta per minori vittime di violenza gestita da ULEMU, dove ha vissuto a lungo a causa del protrarsi del procedimento giudiziario.

In questo ambiente Felicitas ha trovato protezione e cura. Ha imparato a leggere e scrivere, a parlare inglese e a cucire, mostrando progressi significativi che le hanno permesso di essere reinserita nel percorso scolastico. Oggi frequenta il grade 5.

L’inserimento nella boarding school rappresenta per lei un passaggio fondamentale: continuità educativa e protezione da un contesto familiare ancora fragile. La madre, infatti, si è schierata a favore del marito abusante, rendendo impossibile il rientro a casa.

Nel frattempo, il processo sembrava destinato a fermarsi: documenti smarriti, visite mediche da ripetere, ipotesi di archiviazione.

ULEMU ha scelto di non fermarsi, esercitando pressione su polizia, tribunale e servizi sociali affinché il caso non venisse abbandonato.

Alla fine, il processo è ripreso e l’uomo è stato riconosciuto colpevole. La Corte Suprema deve ancora pronunciarsi sulla pena.

Nessuna sentenza potrà restituire a Felicitas ciò che ha subito. Ma se questa decisione potrà aiutarla a trovare un po’ di pace e a costruire il proprio futuro, è anche grazie al lavoro degli operatori e al sostegno di chi rende possibile questo intervento.

STOP ALLA VIOLENZA CONTRO I MINORI
Il nostro impegno con ULEMU per garantire protezione e
futuro ai minori più vulnerabili, continua.

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Causale: STOP CHILD ABUSE