L’APOCALISSE IN MYANMAR
Un popolo gentile schiacciato sotto il peso della guerra e delle macerie
Ore di apprensione
Il 28 marzo una violenta scossa di magnitudo 7.7 ha devastato il Myanmar ed è stata avvertita anche nei paesi limitrofi. Il pensiero è andato immediatamente ai nostri partner in Thailandia, al di là del confine. Fortunamente stanno tutti bene, non sembrano esserci danni oltre al grattacielo crollato a Bangkok.
Emergenza nell’emergenza
La situazione nell’ex Birmania, già provata dalla guerra e da precedenti alluvioni, è ben più grave: 4.521 persone sono rimaste ferite e 441 sono disperse, mentre il numero delle vittime accertate è di 2.719 e si prevede che supererà i 3.000, lo ha dichiarato il leader militare del Paese, Min Aung Hlaing. Case, scuole, templi sono collassati con la scossa ma non solo, nelle zone in cui il terreno è più sabbioso e poco compatto, il suolo si è letteralmente liquefatto, non è più in grado di sostenere carichi (edifici o strade) e sprofonda o si inclina pericolosamente. Un fenomeno questo causato dalle vibrazioni sismiche che aumentano la pressione dell’acqua presente tra i granuli del terreno, annullando il contatto fra le particelle solide.
Le prime notizie e l’attesa del via libera
Dopo giorni di silenzio, la notte del primo aprile abbiamo ricevuto notizie dai villaggi intorno alla città di Mandalay, una delle più colpite. Tutto è andato distrutto ma non la speranza di questo popolo resiliente.
Insieme ai nostri partner Camilliani in Thailandia, stiamo pianificando un intervento per aiutare le popolazioni sfollate. Proprio ieri, 3 aprile, ci è stato comunicato che la CADIS Thailandia (Camillian Disaster International Service), è riuscita a entrare in contatto con la Caritas Myanmar (Karuna Mission Social Solidarity – KMSS) con cui ha fatto una valutazione dei danni e dei possibili interventi da attuare nelle zone dell’epicentro e dintorni: Mandalay, Sagaing, Naypyidaw, Sud Shan e Bago.
KMSS sarà il contatto sul territorio per CADIS Thailandia e noi di PRO.SA con l’obiettivo di inviare aiuti concreti alle popolazioni sfollate. I superstiti hanno urgente bisogno di alloggi temporanei, cibo, acqua e medicine che tardano ad arrivare anche a causa della situazione politica attuale. L’ostacolo più grande al momento è quello di raggiungere le aree terremotate. Secondo i protocolli governativi, i volontari e le organizzazioni umanitarie non hanno ancora il via libera per entrare nel paese. Tuttavia, La CARITAS Myanmar, tramite la chiesa cattolica, sta tentando di facilitare gli ingressi e l’arrivo degli aiuti. CADIS Thailandia è in prima linea per intervenire.
Maggiori informazioni sono attese per la prossima settimana, intanto noi di PRO.SA e CADIS Thailandia abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi per garantire supporto immediato alle popolazioni sfollate. Siamo in contatto costante con CADIS e i partner in Myanmar per avere aggiornamenti quotidiani e speriamo di poter iniziare presto ad aiutare.
Se desideri dare il tuo contributo, puoi farlo tramite bonifico bancario intestato a Fondazione per la promozione umana e la salute – PRO.SA ETS
IBAN: IT 68 J 02008 01600 000102346939
CAUSALE: Terremoto Myanmar
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